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La Filosofia del "Poppage" stefananda

 

Dal New Age al "PopPAgE": l'opera di Stefananda spiegata da sé medesimo

 

Nel giro di pochissimi anni abbiamo visto crescere e moltiplicarsi tutto un genere di letteratura specialistica, per le sue ricorrenti tematiche definita anch'essa "new age", testi - per capirci, noti come (e mi limito solo ad alcuni di essi, per carità!) le varie "Profezie di Celestino", "L'Alchimista", "L'uomo che sussurrava ai cavalli", "Puoi guarire la tua vita", e tanti , tanti altri.

Non che non esistesse già un tale "filone letterario", ma esso è andato accentuandosi sempre di più rispondendo, almeno a livello superficiale, al bisogno di rassicurazione del quale tutti, ad ogni età della vita, abbiamo bisogno, ma che non tutti troviamo nei canali normalmente preposti dal vivere e dalla società del mondo moderno.

Molti, così, si sono creati, o si sono lasciati creare, un personale universo fatto di grandi ideali, la famosa "nuvoletta rosa" sulla quale ritirarsi per riprendersi dalle angustie e dalle ansie della propria esistenza.
Tutto ciò può andar bene, e ognuno ha il diritto di ritrovarsi come vuole, dove vuole e con chi vuole, ma nel decantato "Mondo della Nuova Era", per chi ci vive davvero dal di dentro, non ci sono soltanto i grandi sentimenti, gli ideali, i momenti teneri e romantici (sempre troppo pochi, peraltro), esistono anche il cinismo, le ingiustizie, l'avidità insaziabile che non si ferma davanti a niente e a nessuno; esistono migliaia di contraddizioni, assurdità, paradossi e ridicolaggini vari. E, se devo dirla tutta, tali manifestazioni non mi avvincono né mi appassionano ma, visto che sento la spinta di raccontare, se storia dev'essere, non posso far finta che non ci siano e che non esistano. Così, racconto anche questi aspetti, a modo mio, e spesso provocando, o sfiorando l'assurdo con delle apparenti assurdità, talmente tali da sembrare comiche. Eppure, mai come in questo caso é risultata essere vera l'affermazione che "spesso la realtà supera la stessa fantasia".
La ragione dei miei scritti si giustifica di per sé stessa, perché mi piace e mi diverte scriverli - molti si rilassano leggendo, io mi rilasso scrivendo! Poi viene il resto: la voglia, la spinta di raccontare "l'altra faccia" del mondo dell'alternativo o, come si usa oggi dire più correntemente, dell'olistico, visto che il primo termine, largamente usato negli anni 60/70 si é ormai reso ridicolo, roso dalle mode e dal tempo. Ma a me piace usarlo lo stesso, in fondo ognuno di noi cerca di trovare una strada che é, sempre e comunque, "alternativa".
So che a molti le cose che scrivo, e come le scrivo, non piaceranno: posso solo sperare che essi non mi leggano, poiché è evidente che il loro genere ideale di letture é altrove. Per qualcuno sembrerò una specie di Pasquino della new age, ma in fondo non faccio altro che narrare e decantare le pasquinate degli altri. Pronuncino pure i loro giudizi, essere etichettati è inevitabile, anche per chi non vorrebbe, come me.

Mi piacerebbe divertire, appassionare, far riflettere chi legge; questo è il mio modo per essere utile, per dare il mio contributo, anche se a qualcuno non farà piacere. Va assicurato a tutti gli eventuali profeti e messia, oggi così abbondanti ed autorizzati da qualche padreterno direttamente dall'alto, che bastano loro, che io non ho pretese e scopi particolarmente elevati rivolti alla salvezza dell'umanità perché ho, purtroppo, ancora da pensare alla mia ma, soprattutto, sono convinto di non poter fare moltissimo per cambiare le sorti di ognuno se prima non tento di cambiare me stesso.

Mai sentito parlare di legge del karma? Quando vogliamo fare un discorso serio, e non ridicolo e creduloneggiante su queste cose, io sono sempre pronto, davvero.

Il mio karma, il mio contributo alla diffusione della Nuova Era, anche nelle sue forme deprecabili, ma che se si vuole si possono prendere scherzosamente, è creare un nuovo movimento (grande o piccolo che sia, va sempre bene: non amo la folla e non credo di essere strutturato per i sollevamenti di massa, che per un momento si sveglia e poi torna a dormire, lasciando il corso dei tempi sostanzialmente invariato; tra l'altro chi ci prova di solito finisce malamente e prima del suo tempo biologico di scadenza: di martiri ne abbiamo visti abbastanza, da 2000 anni a 'sta parte, e io non vorrei rientrare tra quelli): quello del PopPAgE, il lato assurdo-umoristico-cazzarone della New Age.

D'altronde, potete spiegarmi il perché in quest'ambiente che dovrebbe rivoluzionare in meglio l'uomo e il mondo, si é tutti così seri, tristi, permalosi, gelosi e incazzosi? Me lo sapreste dire, il perché? Se la macrobiotica, il reiki, lo yoga, l'ufologia, e via dicendo, non sono riusciti a rendere più leggero il "male di vivere", chissà, forse il PopPAgE ci riuscirà.

 

 

Voi, lettori, se sapete apprezzare, vorreste darmi una mano?

 

 

Vostro, Stefananda ;-)

 

 

 

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